18 Giugno 2010
MANOVRA

“Apprezziamo l’impegno del ministro Galan a intervenire a favore delle energie rinnovabili necessarie per ridurre la dipendenza da petrolio e per mantenere gli impegni assunti dall’Italia a conseguire l’obiettivo dell’Unione Europea, entro il 2020, di una riduzione del 20 per cento delle emissioni di gas ad effetto serra e di aumentare al 20 per cento il consumo di fonti rinnovabili”. E’ quanto afferma il presidente della Coldiretti Sergio Marini nel commentare positivamente le dichiarazioni del ministro delle Politiche agricole Giancarlo Galan al Forum della Green Economy sulle conseguenze che avrebbe l’art. 45 della manovra finanziaria sul settore delle bioenergie.
Dal Forum della Coldiretti è emerso che nell’ambito della recente manovra finanziaria, l’articolo 45 del decreto legge 31 maggio 2010, n.78, abroga alcune disposizioni che consentivano al Gestore dei servizi elettrici (GSE), previa richiesta dei produttori, di ritirare i certificati verdi eccedenti gli obblighi disciplinati dal decreto legislativo 16 marzo 1999, n.79, penalizzando fortemente gli impianti di energia da fonti rinnovabili, disincentivando la produzione in surplus rispetto agli obblighi di legge e, quindi, determinando una contrazione del settore e un rallentamento nel raggiungimento degli obiettivi imposti a livello nazionale e sovranazionale. In sostanza - secondo la Coldiretti - l'abolizione dell'obbligo del riacquisto dei certificati verdi in eccesso in dote agli operatori delle rinnovabili da parte del gestore dei servizi energetici (Gse) potrebbe portare, in assenza di un adeguamento coerente della quota d'obbligo, a una sostanziale destabilizzazione della borsa dei Certificati Verdi e di conseguenza a effetti disastrosi per i produttori di corrente elettrica da fonte rinnovabile anche da biomasse agricole. Le agroenergie, infatti, oltre a garantire la riduzione della dipendenza dai prodotti fossili e dalle importazioni, consentono - conclude la Coldiretti - di diminuire le emissioni, di migliorare la qualità dell’aria e, più in generale, di tutelare l’ambiente e il territorio, riflettendo il ruolo multifunzionale che l’attività agricola svolge in termini di ricchezza e diversità dei paesaggi, di qualità dei prodotti e di retaggio culturale e naturale.

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