Cotti: “Per l’Emilia-Romagna opportunità importante soprattutto per il rilancio dell’ortofrutta”
Il via libera dell’Europarlamento al nuovo regolamento Ngt rappresenta una svolta epocale per il futuro dell’agricoltura italiana ed europea e premia il lavoro portato avanti in questi anni da Coldiretti e Filiera Italia per non privare le aziende agricole di un’opportunità decisiva per combattere i cambiamenti climatici e ridurre l’uso di input chimici. L’obiettivo è ora quello di mettere le Tea rapidamente a disposizione delle imprese per continuare a produrre qualità, salvaguardando al tempo stesso territorio, reddito agricolo e competitività.
Le nuove tecniche genomiche non hanno nulla a che fare con i vecchi Ogm transgenici – ricordano Coldiretti e Filiera Italia –, ma permettono di riprodurre in modo mirato i meccanismi della selezione naturale per rispondere alle crescenti sfide ambientali e produttive. Non si tratta di nuove specie, ma di un’evoluzione delle varietà esistenti, in grado di sviluppare una maggiore resistenza allo stress idrico e alle principali fitopatie, come l’oidio, con benefici anche sul fronte della riduzione degli agrofarmaci.
“Per l’Emilia-Romagna il via libera alle Tea rappresenta una prospettiva particolarmente importante” commenta il presidente di Coldiretti Emilia Romagna, Luca Cotti. “Nella nostra regione gli effetti dei cambiamenti climatici e la diffusione di fitopatie e organismi dannosi hanno colpito duramente il settore agricolo e in particolare quello ortofrutticolo, che negli ultimi anni ha dovuto fare i conti con problematiche come il colpo di fuoco batterico, la maculatura bruna, la ticchiolatura, l’oidio, la peronospora, la moria del kiwi e la crescente pressione della cimice asiatica. La possibilità di disporre di varietà più resistenti alle malattie e agli stress ambientali può contribuire a rafforzare la competitività delle imprese, ridurre l’impiego di mezzi tecnici e salvaguardare produzioni che rappresentano un patrimonio economico, occupazionale e identitario per il nostro territorio. Si tratta di un’opportunità concreta per sostenere il lavoro degli agricoltori e garantire ai cittadini produzioni sempre più sostenibili e di qualità, senza rinunciare all’eccellenza che contraddistingue le nostre filiere agroalimentari”.
Un esempio è l’esperienza della prima vite di Sangiovese coltivata attraverso le nuove tecniche genomiche, grazie a un progetto di ricerca innovativo portato avanti da Coldiretti Toscana e Vigneto Toscana insieme al Crea-Ve e all’Università di Udine, con il coinvolgimento del Consorzio Agrario del Tirreno. La prima pianta è attualmente in crescita in vitro nei laboratori del Crea di Conegliano Veneto, con le prime applicazioni in campo previste dalla primavera del 2027.
In un contesto internazionale caratterizzato da crescente competizione tecnologica e da forti tensioni geopolitiche che mettono a rischio la disponibilità di input produttivi come i fertilizzanti, la disponibilità delle Tea è importante per garantire la sicurezza degli approvvigionamenti e la sovranità alimentare, divenuta sempre più strategica per il futuro dell’Europa.
Ma l’approvazione della nuova normativa rappresenta un passo fondamentale anche per tutelare la biodiversità delle campagne italiane e valorizzare la collaborazione e l’alleanza tra mondo scientifico e agricoltura. Un’alleanza nata nel 2020 con la sottoscrizione della storica intesa tra Coldiretti e la Società Italiana di Genetica Agraria (Siga), proprio per far tornare gli agricoltori protagonisti di una ricerca pubblica nazionale, in grado di sviluppare soluzioni su misura e renderle disponibili a tutti i produttori.
In tale ottica, le Tea si inseriscono appieno tra le soluzioni di Agricoltura 5.0 indispensabili per ottimizzare l’uso delle risorse e migliorare l’efficienza delle operazioni, riducendo i consumi energetici grazie all’uso di attrezzature di precision farming.